Come viene calcolata questa stima
Dalla retribuzione lorda il datore di lavoro trattiene prima i contributi INPS: il 9,19% per la pensione, più un ulteriore 1% sulla parte che supera 56.224 € all'anno, fino al massimale di 122.295 €. I contributi non sono tassati, quindi l'IRPEF si calcola su ciò che resta.
Dall'IRPEF si sottrae la detrazione per lavoro dipendente, fino a 1.955 €, che si riduce fino ad azzerarsi a 50.000 €, e un'ulteriore detrazione fino a 1.000 € per i redditi tra 20.000 € e 40.000 €. I redditi fino a 20.000 € ricevono invece una somma esente in aggiunta allo stipendio, e i redditi più bassi possono avere il trattamento integrativo, fino a 1.200 € all'anno.
Poi si aggiungono le addizionali regionale e comunale, determinate dalla residenza al 1° gennaio. Il datore di lavoro ne trattiene la maggior parte l'anno successivo, ma questa stima le conta nell'anno a cui si riferiscono.
Scaglioni IRPEF 2026
Dal 2026 la seconda aliquota è del 33% (Legge 199/2025).
| Reddito imponibile annuo | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.000 € a 50.000 € | 33% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
Su 28.000 € di reddito imponibile l'imposta lorda è 6.440 €. Su 50.000 € è 13.700 €, più il 43% sulla parte eccedente.
Addizionali regionale e comunale
Ogni regione fissa la propria addizionale regionale, tra 0,7% e 3,63% nel 2026, e alcune esentano i redditi più bassi. Le addizionali sono dovute solo se, dopo le detrazioni, resta IRPEF da pagare.
L'addizionale comunale cambia da comune a comune. A Milano l'aliquota è 0,8% del reddito imponibile, con esenzione fino a 23.000 €. Il comune ha tempo fino al 20 dicembre per pubblicare l'aliquota dell'anno; fino ad allora vale quella dell'anno precedente. Per le città di questo calcolatore, le ultime aliquote pubblicate sono quelle del 2025.
Il regime impatriati nel 2026
Se trasferisci la residenza fiscale in Italia per lavorare, è tassato solo il 50% del reddito di lavoro dipendente, oppure il 40% se ti trasferisci con un figlio minorenne o se un figlio nasce o viene adottato durante il regime. Il regime copre fino a 600.000 € di reddito all'anno e dura 5 anni, a partire dall'anno del trasferimento.
Il regime è un'esenzione fiscale. La legge non prevede una riduzione dei contributi INPS, quindi questa stima calcola l'INPS sull'intera retribuzione. Il datore di lavoro può applicare il regime direttamente in busta paga.
Requisiti principali
- Non sei stato residente fiscale in Italia nei 3 periodi d'imposta precedenti il trasferimento. Se continui a lavorare per lo stesso datore di lavoro o gruppo per cui lavoravi all'estero, i periodi diventano 6, oppure 7 se prima di partire avevi già lavorato per lui in Italia.
- Resti residente fiscale in Italia per almeno 4 anni. Se te ne vai prima, l'imposta risparmiata viene recuperata con gli interessi.
- Lavori prevalentemente in Italia in ogni periodo d'imposta.
- Hai requisiti di elevata qualificazione o specializzazione, oppure hai svolto attività di ricerca nell'intelligenza artificiale.
Chi si è trasferito prima del 2024 può essere ancora nel vecchio regime, che ha regole diverse e non è considerato qui.
Partita IVA: regime forfettario o regime ordinario
La maggior parte delle partite IVA con ricavi fino a 85.000 € all'anno usa il regime forfettario. Il reddito imponibile è il fatturato moltiplicato per un coefficiente di redditività che dipende dall'attività: 78% per le attività professionali, scientifiche e tecniche, 67% per l'informatica e la maggior parte delle altre attività. Dedotti i contributi INPS, paghi un'imposta sostitutiva del 15% al posto di IRPEF e addizionali, oppure del 5% nei primi 5 anni di una nuova attività.
Il regime cessa di applicarsi già nell'anno in cui i ricavi superano 100.000 €. Non può usarlo chi l'anno precedente ha guadagnato più di 35.000 € come dipendente, o chi lavora soprattutto per il proprio datore di lavoro attuale o recente.
Con il regime ordinario paghi IRPEF e addizionali sull'utile al netto dei contributi INPS, con una detrazione per redditi di lavoro autonomo fino a 1.265 €.
I professionisti senza una propria cassa previdenziale versano il 26,07% del reddito alla Gestione separata INPS, fino a un reddito di 122.295 €.
Cosa non include questa stima
- Detrazioni per coniuge o figli a carico e agevolazioni regionali o comunali per i familiari a carico.
- Fondi pensione e sanitari integrativi e altre trattenute in busta paga.
- Contributi INPS aggiuntivi previsti in alcuni settori e per alcuni datori di lavoro.
- Il TFR, che il datore di lavoro accantona in aggiunta allo stipendio.
- Iniziare o smettere di lavorare durante l'anno.
- Per le partite IVA: IVA, IRAP e casse professionali.
- Tutto ciò che si regola dopo nella dichiarazione dei redditi, come spese mediche o interessi sul mutuo.
Il datore di lavoro versa anche la propria quota di contributi INPS, in aggiunta alla retribuzione lorda. Non viene trattenuta dal tuo stipendio.