Intelligenza artificiale e mercato del lavoro: cosa dicono gli studi
Nessuno degli studi che abbiamo letto indica quali lavori spariranno. Misurano l'esposizione, cioè quanto le attività di una professione possono essere svolte o affiancate dall'IA. Per Banca d'Italia (2024) più della metà dei circa nove milioni di lavoratori molto esposti potrebbe trarne vantaggio, perché l'IA integra i loro compiti. Per chi cerca lavoro conta descrivere con precisione le proprie attività e leggere cosa chiede ogni annuncio.
Gli studi pubblici misurano quanto le attività di una professione possono essere toccate dall'IA, non quanti posti spariranno. Ecco cosa dicono per l'Italia e cosa cambia nella ricerca di lavoro.
In questo articolo
Questo articolo riassume cosa dicono studi pubblici su intelligenza artificiale e occupazione, con attenzione all'Italia, e cosa ne segue per chi cerca lavoro. Gli studi misurano l'esposizione delle professioni, non i posti persi, e i loro numeri dipendono dal metodo usato.
L'intelligenza artificiale sostituirà il mio lavoro?
Gli studi che abbiamo letto non lo dicono. Scompongono ogni professione in attività e valutano quante possono essere svolte o aiutate dall'IA. Il risultato è un indice di esposizione, non una previsione di licenziamenti.
L'ILO scrive che, poiché la maggior parte delle professioni comprende compiti che richiedono l'intervento umano, l'effetto più probabile dell'IA generativa è la trasformazione dei lavori (Working Paper 140, 2025). Il Fondo monetario internazionale usa un linguaggio simile: parla di lavori che "possono" ridursi o, nei casi estremi, sparire, e definisce l'effetto netto difficile da prevedere.
Quali lavori sono più esposti in Italia?
Secondo Banca d'Italia (2024), le professioni più esposte sono soprattutto nei servizi, dove lavorano molte donne e molti lavoratori qualificati. Non sono quindi i lavori manuali a comparire in testa.
L'ILO arriva a un risultato coerente a livello mondiale: le professioni d'ufficio hanno l'esposizione più alta. Nel lavoro del 2025 il 3,3% dell'occupazione mondiale cade nella categoria più esposta, mentre un lavoratore su quattro è in una professione con un qualche grado di esposizione.
Esposizione significa perdere il lavoro?
No. La Banca d'Italia separa i compiti in cui l'IA sostituisce da quelli in cui integra il lavoro. Nel suo studio più della metà dei circa nove milioni di lavoratori molto esposti potrebbe trarne vantaggio, perché l'IA affianca le loro attività.
L'FMI fa la stessa distinzione a livello globale: circa metà dei lavori esposti potrebbe guadagnare in produttività, per l'altra metà l'IA può eseguire attività oggi svolte da persone. Chi si trova in quale gruppo dipende dal ruolo concreto, non dal titolo.
Gli stessi studi hanno limiti. Gli indici partono da definizioni statiche delle attività, come ricorda la rassegna dell'INAPP, e non misurano licenziamenti osservati. Per i paesi a basso e alto reddito l'ILO stima inoltre livelli di esposizione molto diversi (11% contro 34% dell'occupazione), quindi un numero globale non descrive un singolo paese.
Cosa dicono INAPP e Banca d'Italia sul passaggio da un lavoro all'altro?
La mobilità tra professioni è bassa. Per Banca d'Italia chi lavora in ruoli più esposti e più sostituibili tende a spostarsi verso ruoli meno esposti, che in media pagano meno.
L'INAPP ha applicato indici simili a banche, finanza e assicurazioni. Nel suo studio sperimentale (2025) trova segnali di riduzione occupazionale legati a una maggiore esposizione e invita a investire in aggiornamento e riqualificazione. È un solo settore e un solo studio: non va esteso a tutta l'economia.
Cosa cambia per chi cerca lavoro?
Dagli studi non si ricava una tecnica di candidatura. Si ricava un'indicazione ragionevole: conta quali attività svolgi, più del nome del tuo ruolo. Le conclusioni che seguono sono nostre, non dei documenti citati.
Un annuncio può usare lo stesso titolo per un lavoro cambiato negli ultimi anni. Leggi le attività richieste e confrontale con le tue. Se l'annuncio chiede di usare strumenti di IA nel lavoro, scrivilo nel CV solo se lo fai davvero, indicando strumento e compito.
Il CV compatibile con ATS resta un testo semplice, con le parole che l'annuncio usa quando descrivono quello che hai fatto. Per costruire il CV su ogni annuncio, come adattare il tuo CV a una descrizione del lavoro spiega i passaggi.
Come preparare la candidatura
- Elenca le attività del tuo ruolo attuale, dividendo quelle ripetitive da quelle che richiedono giudizio o contatto con persone.
- Leggi tre annunci per il ruolo che vuoi e segna le attività che si ripetono.
- Aggiungi al CV solo ciò che hai fatto, con un risultato o un dato reale dove ce l'hai.
- Se pensi di cambiare professione, ricorda il dato della Banca d'Italia sulla bassa mobilità e sui salari più bassi nei ruoli meno esposti, e valuta il passaggio con questo in mente.
- Prima di ogni invio rileggi il CV accanto all'annuncio e correggi ciò che non coincide con quello che hai fatto.
Gli annunci per il tuo ruolo chiedono qualcosa di nuovo?
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Domande frequenti
Esiste un elenco ufficiale dei lavori che l'IA sostituirà?
Non ne abbiamo trovato uno. Gli studi di Banca d'Italia, INAPP e ILO classificano le professioni per esposizione e la ricavano dalle attività che le compongono. Nessuno dei documenti letti la presenta come una previsione di posti persi.
Chi ha un lavoro d'ufficio deve preoccuparsi?
L'ILO indica le professioni d'ufficio come le più esposte a livello globale (2025). Esposte vuol dire che molte attività possono cambiare, non che il ruolo scompare. Conviene sapere quali compiti del tuo ruolo sono ripetitivi e quali richiedono giudizio o contatto con le persone.
Scrivere nel CV che uso strumenti di IA aiuta?
Solo se è vero e se l'annuncio lo cita. Indica lo strumento e il compito in cui lo usi. Non abbiamo trovato studi che misurino l'effetto di questa riga sulle selezioni.
Fonti
- Banca d'Italia, Questioni di Economia e Finanza n. 878 (3 ottobre 2024). Calcola un indice di esposizione dei lavoratori italiani in base alle attività di ciascuna professione, distinguendo tra IA che sostituisce e IA che integra. Trova professioni più esposte nei servizi, più della metà dei circa nove milioni di lavoratori molto esposti con possibile vantaggio dall'IA, bassa mobilità tra professioni e passaggi frequenti verso ruoli meno esposti e pagati meno. La pagina riporta il riassunto, non stima perdite di posti. Banca d'Italia
- INAPP, Sinappsi n. 2/2025 (Battistoni e Ferri). Studio sperimentale sul settore bancario, finanziario e assicurativo che incrocia indici di esposizione all'IA con Forze di lavoro e Comunicazioni Obbligatorie. Parla di segnali di riduzione occupazionale legati alla maggiore esposizione e chiede politiche di aggiornamento e riqualificazione delle competenze. Nella rassegna della letteratura nota che le misure di esposizione si basano su definizioni statiche. INAPP
- ILO, Working Paper 140 (maggio 2025), in inglese. Indice di esposizione all'IA generativa per professione. Nel mondo un lavoratore su quattro è in una professione con una certa esposizione; il 3,3% dell'occupazione mondiale è nella categoria più esposta; l'esposizione è l'11% dell'occupazione nei paesi a basso reddito e il 34% in quelli ad alto reddito. Gli autori ritengono la trasformazione dei lavori l'effetto più probabile. ILO
- FMI, articolo del blog del 14 gennaio 2024, in inglese. Quasi il 40% dell'occupazione mondiale è esposto all'IA, circa il 60% dei lavori nelle economie avanzate. Circa metà dei lavori esposti potrebbe trarne beneficio; per l'altra metà l'IA può svolgere attività oggi umane, con effetti possibili su domanda di lavoro, salari e assunzioni. L'FMI scrive che l'effetto netto è difficile da prevedere. FMI